Regime forfettario: i compensi percepiti per errore e poi restituiti non fanno perdere il regime

23 Marzo 2026
Con la risposta a interpello n. 68/E del 6 marzo 2026, l’Agenzia delle Entrate corregge il precedente orientamento e chiarisce un punto cruciale per il regime forfettario: nel limite di 85.000 euro contano solo i compensi effettivamente spettanti, non anche le somme incassate per errore e poi integralmente restituite. Il chiarimento interessa professionisti e contribuenti forfettari che rischiano di superare la soglia per importi non dovuti. La novità consente di mantenere il regime agevolato quando il superamento non dipende dal contribuente e apre anche alla possibilità di recuperare l’imposta sostitutiva eventualmente versata in eccesso.

Con la risposta a interpello n. 68/E del 6 marzo 2026, l’Agenzia Entrate ha chiarito che, ai fini della soglia di 85.000 euro prevista per il regime forfettario, devono essere considerati i compensi effettivamente spettanti al contribuente e non anche le somme incassate per errore e successivamente restituite. Il chiarimento rettifica il precedente orientamento espresso con la risposta n. 26/E del 10 febbraio 2026 e tutela i contribuenti nei casi in cui il superamento della soglia derivi esclusivamente da importi non dovuti, purché siano stati restituiti integralmente.

Nel caso esaminato, quindi, il contribuente può continuare ad applicare il regime forfettario anche per il 2025, perché l’uscita dal regime non può dipendere da una condotta a lui non imputabile. Se, inoltre, nella dichiarazione Redditi 2025 relativa al 2024 fossero stati indicati anche i compensi poi restituiti, l’imposta sostitutiva versata in eccesso potrà essere recuperata tramite dichiarazione integrativa oppure con istanza di rimborso, allegando la documentazione utile.

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