Nuove restrizioni alla compensazione dei crediti d’imposta dal 2026

17 Novembre 2025
La bozza della Legge di Bilancio 2026 introduce importanti limitazioni alla compensazione orizzontale dei crediti fiscali tramite F24, con decorrenza 1° gennaio 2026 (e ulteriori divieti dal luglio 2026). Le misure prevedono un forte irrigidimento delle regole operative. Principali novità: Soglia per il blocco delle compensazioni dimezzata: il divieto di compensazione scatterà in presenza di debiti a ruolo scaduti > 50.000 €, rispetto agli attuali 100.000 €. Divieto di usare crediti d’imposta agevolativi (non derivanti da dichiarazioni) per pagare contributi INPS, premi INAIL, sanzioni, interessi e altre entrate patrimoniali dello Stato, con effetto dal luglio 2026. La restrizione vale anche per i crediti acquisiti tramite cessione. Se confermate, queste misure avranno un impatto significativo sulla liquidità delle PMI, soprattutto quelle con elevata incidenza di lavoro e che fanno ampio uso di bonus e agevolazioni.

Restrizioni in arrivo per la compensazione dei crediti d’imposta; la bozza della Legge di Bilancio 2026 introduce significative restrizioni alla procedura di compensazione orizzontale dei crediti fiscali (prevista dall’art. 17 del D. Lgs. n. 241/1997). Tali modifiche, destinate a entrare in vigore dal 1° gennaio 2026, comporteranno un notevole inasprimento delle regole per l’utilizzo del modello F24.

Le principali novità sono due:

  1. abbassamento della soglia per il blocco delle compensazioni;
  2. un nuovo divieto di compensazione per il pagamento di contributi INPS e premi INAIL.

La normativa attuale (art. 37, comma 49-quinquies, D.L. n. 223/2006) vieta ai contribuenti di utilizzare crediti in compensazione sul modello F24 qualora abbiano debiti iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori (per i quali i termini di pagamento sono scaduti) per un importo complessivo superiore a 100.000 euro.

La modifica proposta (art. 26 della bozza di Legge di Bilancio 2026) dimezza tale limite.

Dal 1° gennaio 2026, il divieto di compensazione scatterà per i contribuenti con debiti a ruolo scaduti e non sospesi per importi complessivi superiori a 50.000 euro.

La seconda modifica, di particolare impatto, riscrive l’art. 4-bis del D.Lgs. n. 35/2024, introducendo un nuovo e stringente divieto a partire dal mese di luglio 2026. Da tale data viene vietato l’utilizzo di “crediti di imposta diversi da quelli emergenti dalla liquidazione delle imposte” per il pagamento dei debiti previdenziali e assicurativi.

In termini pratici, i crediti d’imposta derivanti da bonus e agevolazioni (non quindi i crediti IVA, IRES, IRAP, ecc., emergenti dalle dichiarazioni) non potranno più essere utilizzati per pagare:

  • contributi previdenziali INPS (dovuti sia dai titolari di posizione assicurativa, sia dai datori di lavoro o committenti);
  • premi assicurativi INAIL;
  • sanzioni e interessi su tributi e contributi
  • altre entrate patrimoniali dello Stato (canoni demaniali, concessioni, diritti camerali)

Questo divieto si applicherà non solo al titolare originario del credito, ma anche ai soggetti che lo avessero acquisito tramite trasferimento (ad esempio, a seguito di cessione).

È quest’ultima una novità che, se confermata nella versione definitiva della Legge di Bilancio, potrebbe complicare notevolmente la gestione finanziaria delle PMI che vantano crediti d’imposta significativi. L’impatto si farà sentire soprattutto per le imprese ad alta intensità di lavoro.

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